Recensione del libro “Siddhartha” di Hermann Hesse

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Ahimé Siddhartha, ti vedo soffrire, ma tu soffri dolori dei quali si dovrebbe ridere, dei quali tu stesso ben presto riderai. -Vasudeva

SIDDHARTA, l’opera

Siddhartha di Hermann Hesse è un romanzo che racconta la vita di un giovane ragazzo che, nel VI secolo a.C. in India, inizia il viaggio che è la vita. La sua vita sarà una continua ricerca dell’Atman (il sé) e del Brahma (il tutto). Niente gli è sufficiente, tutto necessita di maggiore approfondimento. Una vita alla ricerca del fondale che non si femra alla superficie.

Riassunto

Siddhartha, assieme all’amico Govinda, se ne va dalla casa paterna per unirsi ai Samana, gli asceti alla ricerca della vertà con la meditazione.

Siddhartha, raggiunta la verità, si sposta con l’amico trovandosi a incontrare il Buddha. Erano da poco iniziate le sue predicazione e aveva migliaia di fedeli. I due ragazzi decidono di avvicinarsi a questa realtà, seguendo il suo stile di vita. Siddhartha però non è convinto da questo Maestro e, nel libro, discute assieme al Buddha sulla sua dottrina, comprendendo che la sua ricerca non era coerente con il Buddha, volendo lui conoscere e vivere con gli uomini. Govinda però decide di seguire il Buddha e Siddhartha lo lascia dicendogli di non volerlo obbligare a seguirlo.

Quindi incontra Kamala. Lei ricca si innamora di Siddhartha povero, dandogli diversi insegnamenti sull’amore e sul denaro. Quest’ultima gli farà conoscere Kamaswani, un mercante che gli fornirà lavoro. Egli passa il tempo a scommettere e a vivere nel denaro, finquando un sogno lo porterà ad abbandonare questa vita.

Nella foresta incontrerà Govinda, di diverso aspetto, che a fatica lo riconosce. Quest’incontro fu per lui vitale.

Vasudeva, un barcaiolo, passa con Siddhartha gli ultimi anni della vita del ragazzo curioso.

Hai appreso anche tu dal fiume quel segreto: che il tempo non esiste?
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Quindi una donna si presenta con un ragazzo, il figlio di Siddhartha. Morsa da un serpente, la donna muore in poco tempo e SIddhartha si curerà della crescita del piccolo.

Il figlio, che non navigava le stesse onde del padre, scappa con i pochi averi dei due uomini. Il sincero affettp del barcaiolo lo riporta al fiume, dove tutto scorre ed è onnipresente, e dove concluderà il viaggio che aveva iniziato.

La scienza si può comunicare ma la saggezza no. Si può trovarla, si può viverla, si può farsene portare, si possono fare miracoli con essa, ma dirla e insegnarla non si può.

Commento

Siddhartha di Hesse è un saggio-romanzo sempre attuale, uno di quei libri da leggere nelle diverse epoche della propria esistenza, con le diverse consapevolezze che si sviluppano. Il rapporto fabula-intreccio è lineare, privo di flashback o prolessi. Questa struttura fa personificare il lettore nell’esperienza di Siddhartha.

Questo libro ha come tematica quella della ribellione adolescenziale, quando si va contro tutto e tutti, pur di sviluppare e mettere in pratica la propria teoria. Due amici, con ambizioni e consapevolezze molto differenti, si mettono in cammino uno a fianco dell’altro senza però prevalere sul compagno. Govinda, l’amico stolto, quello forse superficiale o, magari, più scaltro di SIddhartha.

Siddhartha rappresenta quindi l’ideale del giovane ribelle, che affronta tutte le sue fasi della vita appieno, senza fermarsi a nessun patteggiamento con la sua esistenza. Parte dalla meditazione, passa per la sapienza, arriva all’eros, torna alla contemplazione. Una vita tortuosa, mossa da una consapevoleza interiore, che lo scuote con un sogno, per riportarlo sulla strada della ribellione, che per lui nasconde quella della consapevolezza.

Un romanzo brillante, un’opera. Un saggio che fa sentire rappresentato ogni giovane che lo legge, in parte invidiando la vita di Siddhartha.

  • Siddhartha, Herman Hesse ed. ADELPHI. Trad. Massimo Mila.
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